Il lutto del web

di Flavia Roncolato

Proposte vs proteste: a SOPA e PIPA si risponde col blackout

Immagina un mondo senza libera conoscenza.”. Questo il messaggio che si poteva leggere sulla pagina di Wikipedia il 18 gennaio 2012, giorno del blackout day, protesta attuata da alcuni grandi colossi del web contro le leggi SOPA e PIPA.

 Questi nomi curiosi sono gli acronimi di Stop Online Piracy Act (SOPA) e di Protect Intellectual Property Act (PIPA), due proposte di legge del governo americano per bloccare la pirateria online di contenuti coperti da copyright.
In particolare, la SOPA è frutto della mente non proprio coerente del repubblicano Lamar Smith, che, secondo un’inchiesta del magazine Vice, avrebbe utilizzato impropriamente per il sito web personale delle immagini su cui vigevano diritti d’autore. <<Fortuna che esistono persone come Lamar in grado di ideare leggi in difesa dei piccoli pesci!>> scrive Jamie L.C. Taete su Vice.

Sta di fatto che questo “giorno di lutto” ha sortito i suoi effetti ottenendo ripensamenti e rimandando a data da destinarsi una decisione concreta nei confronti di questi provvedimenti.

Il parlamentare della Lega Nord Gianni Fava

Il parlamentare della Lega Nord Gianni Fava

Soluzioni contro la pirateria ma che non ledano la libertà degli utenti del web sono ancora da trovare e mentre in America si combatte a tal proposito, in Italia è già stato approvato l’emendamento Fava, ennesimo simpatico nome.

E così, a sostegno della tutela del diritto d’autore online, qualunque singolo privato ha il potere di segnalare e far rimuovere dal web quei contenuti che violano il suddetto diritto in nome di una giustizia personale e arbitraria.
Guido Scorza, esperto di diritto di Internet, spiega: «Si sta, per un verso, ipotizzando di privatizzare la giustizia consentendo a chiunque di ottenere la rimozione di un contenuto dallo spazio pubblico telematico senza neppure passare da un giudice.>>

Un altro passo verso il meraviglioso mondo della censura, delle libertà limitate, di una democratica dittatura. Ma nonostante un’apparente rassegnazione da parte del web italiano, iniziano a prendere piede movimenti “Anti-Fava” come quello supportato dal webmagazine Il futurista, per scongiurare un conseguente e inevitabile impoverimento del web:
“E’ il momento di mobilitarci, come è avvenuto contro le due proposte americane, SOPA e PIPA. E bisogna farlo con ancor più forza perché il crimine, l’assassinio doloso del web, avviene sotto i nostri occhi in una atmosfera ovattata e silente. In un paese dominato dal disincanto, abituato a fare spallucce”.

Per saperne di più:

  1. OK: a parte l’autocritica il pezzo è veloce, compatto con un buon uso di grassetti e di paragrafi. Così come i link alla fine.

    KO: il link a Vice dovevi inserirlo nel testo; la seconda foto va a destra; nei link in fondo dovresti indicare, per ognuno, dove stai indirizzando il lettore.

  2. mi autocritico: scrivere dell’emendamento Fava senza specificare che è stato presentato dal deputato della Lega Nord Gianni Fava fa pensare a una sigla piuttosto che al nome dell’ideatore.

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